Chi sono

Mi presento. Mi chiamo Andrea Giansanti, classe 1976, fiorentino di nascita ma con sangue misto tosco-romano.

Sono cresciuto in una famiglia di medici e, come spesso avviene, al momento della scelta della facoltà universitaria nessuno aveva dubbi: avrei fatto medicina. 

La spinta propositiva era legata ovviamente alla tradizione familiare ed alla stima che nutrivo e nutro tuttora nei confronti di mio padre.

Chi sono

Mi presento. Mi chiamo Andrea Giansanti, classe 1976, fiorentino di nascita ma con sangue misto tosco-romano.

Sono cresciuto in una famiglia di medici e, come spesso avviene, al momento della scelta della facoltà universitaria nessuno aveva dubbi: avrei fatto medicina. 

La spinta propositiva era legata ovviamente alla tradizione familiare ed alla stima che nutrivo e nutro tuttora nei confronti di mio padre.

Gli anni della formazione in Italia e all’estero

Come accade anche nelle migliori storie d’amore, quello tra me e la medicina non è stato un colpo di fulmine. La vera svolta arrivò al terzo anno di università quando con un compagno di studi decidemmo di assistere ad un intervento chirurgico.

Quel giorno mi ha cambiato letteralmente la vita.

Sembra strano a dirsi ma per la prima volta in vita mia ebbi la sensazione di trovarmi nell’unico posto dove avrei voluto stare per sempre: la sala operatoria.

Le sue dinamiche, i suoi rituali mi sembravano meravigliosi. Una macchina perfetta al servizio della salute. Ogni gesto, ogni parola erano essenziali e non fraintendibili, ogni elemento calcolato, ogni gesto portato a termine con eleganza.

Fu così che in quella stanza senza finestre, popolata da individui mascherati e rischiarata da un sole artificiale trovai il mio “sacro fuoco”.

Iniziai già da studente a frequentare i reparti dove avevano un gran bisogno di manovalanza in sala operatoria, chirurgia generale, urologia, ortopedia. Per un certo periodo collaborai anche con l’unità trapianti di rene. Avrei fatto di tutto pur di entrare in una sala operatoria e, tra un intervento e l’altro, mi notò colui che dopo la Laurea sarebbe stato il mio professore di chirurgia, il prof Ponchietti. 

Nel giro di un anno ero diventato il suo inseparabile assistente. 

Dopo la Laurea entrai ufficialmente nella sua equipe ed ebbi modo di perfezionarmi sulle principali tecniche chirurgiche. Fu proprio in questo periodo che scoprii una naturale propensione all’estetica e alla chirurgia di precisione. Le suture, le tecniche, la scelta dei fili. Tutto si inseriva in un disegno armonico e contribuiva ad un miglioramento estetico della parte operata. 

Anche il mio Professore notò la mia “buona mano” e, conscio che nel pubblico si dà poco spazio alla formazione estetica, mi propose di frequentare un Master in Chirurgia estetico-funzionale al Policlinico Umberto I di Roma.

Nel frattempo ripresi a studiare e dopo 4 anni ottenni il diploma alla Scuola Internazionale Fatebenefratelli di Roma, specializzandomi anche in Medicina Estetica.

Ero autonomo, avevo aperto il mio ambulatorio e la medicina e chirurgia estetica erano diventate il mio pane quotidiano. Collaboravo con diverse cliniche chirurgiche nelle quali potevo eseguire i miei interventi in autonomia.

Tuttavia sentivo che tutto questo non era abbastanza.

Purtroppo, in Italia la chirurgia non viene insegnata come dovrebbe, ognuno tende a tenere per sé le proprie conoscenze in una sorta di assurda gelosia professionale.

Era arrivato il momento per me di andare all’estero.

Da sempre la patria della chirurgia estetica è il Sudamerica e, durante un congresso, ebbi modo di conoscere quello che sarebbe diventato il secondo uomo più importante della mia carriera, il prof Juan Pavani, chirurgo estetico di Buenos Aires, che mi propose un Fellowship in Chirurgia Estetica presso la Escuela de Alta Formación en Cirugìa Estètica di Buenos Aires.

I successivi due anni furono fantastici, lavoravamo 6 giorni alla settimana senza sosta, ebbi modo di imparare tecniche nuove e interventi che ad oggi da noi non hanno ancora ottenuto l’importanza che meritano come la chirurgia vaginale e la chirurgia della bocca. Fu una full immersion incredibile che porterò sempre con me.

In medicina si sa, non si finisce mai di imparare e non passa anno che non frequenti corsi di aggiornamento o masterclass, tuttavia soltanto dopo l’esperienza sudamericana mi sentii pronto per cominciare davvero.

Il mio lavoro oggi

Da sempre amante della chirurgia mini invasiva e di precisione, oggi mi dedico prevalentemente alla chirurgia e alla medicina estetica del volto, in particolare dello sguardo.

È in questa area anatomica la vera chiave della bellezza di una persona, quella che più comunica agli altri il nostro stato d’animo e, di conseguenza, la nostra vera essenza.

Ho aperto tre studi di chirurgia e medicina estetica a Firenze, Siena e Pistoia. Lo studio di Firenze è dotato di sala operatoria per gli interventi a minor invasività.

Svolgo inoltre attività chirurgica in tutta la Toscana e collaboro con cliniche sia in Emilia-Romagna che a Roma.

Dal 2020 tengo corsi di medicina e chirurgia estetica a Tirana e in Italia per tutti quei medici che come me hanno fame di sapere e voglia di imparare.

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