CANTOPESSI

Se la blefaroplastica è la branca della chirurgia che si occupa delle palpebre, la cantoplastica è invece la chirurgia dei “lati” dell’occhio.

Se osserviamo ad uno specchio la nostra regione oculare vediamo che la palpebra superiore e la palpebra inferiore si uniscono lateralmente al nostro occhio in due angoli, uno rivolto verso il naso, che prende il nome di “canto mediale”, e uno rivolto verso le orecchie che prende il nome di “canto laterale”.

Per comprendere l’importanza di queste due regioni nell’estetica dello sguardo bisogna immaginare che i due canti siano come i fili di sospensione di due aquiloni, le nostre palpebre. Man mano che invecchiamo questi fili si allentano e le nostre palpebre cominciano a perdere tono.

CANTOPESSI

Se la blefaroplastica è la branca della chirurgia che si occupa delle palpebre, la cantoplastica è invece la chirurgia dei “lati” dell’occhio.

Se osserviamo ad uno specchio la nostra regione oculare vediamo che la palpebra superiore e la palpebra inferiore si uniscono lateralmente al nostro occhio in due angoli, uno rivolto verso il naso, che prende il nome di “canto mediale”, e uno rivolto verso le orecchie che prende il nome di “canto laterale”.

Per comprendere l’importanza di queste due regioni nell’estetica dello sguardo bisogna immaginare che i due canti siano come i fili di sospensione di due aquiloni, le nostre palpebre. Man mano che invecchiamo questi fili si allentano e le nostre palpebre cominciano a perdere tono.

In una persona giovane, infatti, i due legamenti cantali sono molto tonici e questo è esteticamente evidente dal fatto che il margine laterale dell’occhio è generalmente più in alto di 2 o 3 mm, rispetto al margine nasale.

Questa disposizione conferisce allo sguardo un aspetto sorridente, intelligente e giovanile. 

Mentre invecchiamo, i legamenti perdono tonicità e assisteremo progressivamente ad una discesa verso il basso del margine laterale portandosi inizialmente allo stesso livello del canto mediale e, in età avanzata, a scendere ulteriormente. L’occhio assumerà inizialmente un aspetto triste, stanco e malinconico e, nei casi più gravi, il margine della palpebra inferiore sarà talmente poco tonico da mostrare persino la congiuntiva. L’aspetto che ne deriva è rappresentato dal passaggio da un occhio vispo, sorridente e curioso ad un occhio triste e depresso.

Le cantoplastiche sono interventi chirurgici estremamente delicati e, per certi aspetti, molto sofisticati.

Si tratta a tutti gli effetti di microchirurgia in quanto il margine di manovra per l’operatore è di pochissimi millimetri. Nell’ambito delle cantoplastiche, quelle che maggiormente ci interessano, da un punto di vista estetico, sono le cantopessi, che si usano dividere in due sottogruppi: statiche e dinamiche.

Le cantopessi statiche non spostano la posizione del margine ma la consolidano. Si eseguono nei pazienti più giovani per prevenirne la discesa ma, soprattutto, si eseguono durante gli interventi di blefaroplastica inferiore qualora vi fosse un rischio di ectropion e complicanze dovute a lassità muscolo/tendinea. Le cantopessi dinamiche invece sono quelle che danno risultati estetici più soddisfacenti, in quanto consistono in un vero e proprio riposizionamento del margine laterale, leggermente più in alto, rispetto alla posizione di partenza. 

Le tecniche chirurgiche per ottenere un sollevamento del canto laterale sono molteplici. Personalmente quelle che utilizzo maggiormente sono la tarsal sling e la tarsal strip.

La tarsal sling è una tecnica molto sicura e conservativa che scelgo prevalentemente nei soggetti giovani con un tono palpebrale medio, che richiedono di alzare leggermente la coda dell’occhio per avere quell’effetto un po’ esotico e affusolato. Per le pazienti che invece richiedono il “foxy eyes”, utilizzo la stessa tecnica associandovi il lifting del sopracciglio. La tarsal sling è poi indispensabile in quei pazienti che, dovendo effettuare una blefaroplastica inferiore con asportazione di cute, richiedono un rafforzamento del tono palpebrale per prevenire complicanze come ectropion e scleral show.

La tarsal sling è quindi una tecnica veloce e molto pratica, che consiste nell’isolare il legamento cantale attraverso una piccola incisione della cute sulla palpebra superiore (oppure, come avviene nella quasi totalità dei casi, utilizzando le incisioni della blefaroplastica) e successivamente confezionare una plicatura muscolo-tendinea che sarà poi ancorata attraverso fili di sutura al margine interno dell’orbita. 

La tarsal strip invece è un intervento più complesso che riservo esclusivamente ai pazienti più avanti con l’età e/o con un ectropion evidente. In questi casi non si tratta semplicemente di sollevare il margine oculare ma di ridurre l’ampiezza della rima ciliare inferiore. Si procede staccando il legamento cantale dalla sua naturale inserzione ossea e isolando il tarso (una banda cartilaginea che si trova lungo il margine palpebrale) della palpebra inferiore, riducendone la lunghezza e ancorandolo superiormente al legamento cantale della palpebra inferiore. Si va così a creare un “doppiopetto” che ci consente di liftare superiormente e lateralmente la palpebra inferiore e al contempo di conferirgli maggior resistenza. 

Entrambi gli interventi sono eseguibili in anestesia locale o con leggera sedazione in day surgery, con il paziente che può tornare a casa subito dopo l’intervento.

Assolutamente no.
La cantopessi viene sempre eseguita sotto anestesia locale e/o una lieve sedazione. Il paziente non sente quindi assolutamente niente.

Dipende dalla tecnica utilizzata, dai 15 minuti a un’ora per i casi più complessi.
I tempi di recupero sono molto rapidi. All’inizio si potrà avere gonfiore e un po’ di ematoma che tuttavia scompariranno nell’arco di circa una settimana.

La cicatrice è molto piccola ed è studiata per rimanere nascosta all’interno delle pieghe laterali dell’occhio.
Questo significa che né tu, né nessun altro potrete vederla nella normale vita quotidiana. Nel caso si esegua l’intervento di cantopessi in concomitanza di una blefaroplastica utilizzerò gli stessi accessi della blefaroplastica per eseguire l’intervento. Trattandosi della regione oculare, i punti che verranno messi saranno tolti molto rapidamente, in genere dopo 5/7 giorni dall’intervento.

Come per tutti gli interventi chirurgici la risposta è dipende.
La prima cosa che è bene precisare è che nelle prime settimane dall’intervento si assiste a una riduzione di circa 1/3 del sollevamento del margine. Per questo motivo preferisco ipercorreggere la posizione cantale in modo che, dopo circa un paio di mesi dall’intervento, quando è terminato il periodo di stabilizzazione, gli occhi assumeranno la forma desiderata.

Purtroppo ad oggi non esistono alternative valide che possano sostituire la chirurgia.
L’impiego di fili di trazione si è dimostrato inefficace sia in termini di qualità di risultato, sia in termini di durata.

La cantopessi può essere coperta da assicurazione sanitaria in caso venga effettuata per problemi oculari come l’ectropion severo. In ogni caso è opportuno sincerarsi con la propria compagnia assicurativa per valutare l’eventuale copertura e i requisiti richiesti.

Immediatamente dopo l’intervento si richiede il riposo assoluto per i primi 3 giorni dall’intervento.
Questo significa che non dovranno essere effettuate attività di tipo lavorativo né sportivo. Successivamente si può riprendere gradualmente le proprie attività. Dopo circa una settimana il paziente può tornare a fare tutto ciò che faceva prima dell’intervento.

L’ultima parola sulla tecnica da utilizzare spetta ovviamente al chirurgo che è in grado di capire quale percorso si adatta meglio alla tua situazione. Tuttavia è buona cosa riferire all’operatore le proprie idee e le proprie preferenze in modo da poterne parlare e quindi trovare una soluzione che renda soddisfatti entrambi.

I risultati di una cantopessi si vedono immediatamente dopo l’intervento.
Ovviamente sono risultati temporanei, frutto dell’ipercorrezione, che già nel giro di poche settimane si assestano avviandosi a diventare definitivi.

Assolutamente sì.

Certo che sì.
L’intervento di cantopessi è un intervento a sé stante che può essere eseguito da solo o contemporaneamente ad altre procedure chirurgiche.

Il trucco sulle aree trattate è da evitare per almeno una settimana.
Per le lenti a contatto dipende invece dalla procedura. In caso di Tarsal Sling le lenti potranno essere applicate al secondo giorno dopo l’intervento. Se optiamo invece per tecniche più invasive preferisco attendere la prima visita post-chirurgica (circa 5/7 gg dopo l’intervento) e poi decidere.

Se eseguita da mani esperte le cantopessi, anche quelle più complesse, non hanno complicazioni gravi. Possono verificarsi ematomi, lieve sanguinamento, occhio secco.

L’intervento di cantopessi va da un minimo di 500 euro (se eseguito durante un intervento di blefaroplastica) fino a 2000 euro (per un intervento dedicato con tarsal strip).

Come per ogni intervento chirurgico la prima cosa che viene richiesta è un piccolo acconto per confermare l’intervento. Successivamente si può scegliere se pagare tutto insieme la restante quota oppure scegliere un dilazionamento mensile con la nostra finanziaria.

La quota comprende la parcella del chirurgo e dello staff infermieristico e anestesiologico, la locazione della sala operatoria, i farmaci utilizzati, la prima e la seconda visita di controllo.

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